Fabrizia

Cenni storici
L’origine di Fabrizia risale al 1591 quando il Principe di Roccella Fabrizio Carafa, prese possesso e diede il suo nome alla località detta “Prunari” abitata da pastori che trasmigravano da Castelvetere (l’attuale Caulonia) per l’abbondanza di pascoli che offrivano le colline.

Il principe Carafa molto colpito dalla bellezza dei luoghi fece costruire una casina di villeggiatura (ancora esistente) denominata “La Cavalera”, attorno a questa casina riunì le capanne dei pastori che prima erano sparse qua e là nelle falde del monte.

Fino al termine del feudalesimo, Fabrizia fu feudo dei Marchesi di Castelvetere e il castello rappresentava il fulcro e il centro di tutte le attività feudali; successivamente fu sottoposto come villaggio a Roccella fino al 1644 quando divenne comune autonomo.

Chiese di Fabrizia

Chiesa Matrice
Di fronte al palazzo della Cavalera c’è la chiesa Matrice o di S. Antonio di Padova dato che al suo interno si trova la statua del Santo che è il Patrono di Fabrizia. Questa chiesa fu fatta costruire da principe Fabrizio Carafa nel 1537 ed era in origine una piccola cappella dedicata al SS. Sacramento.

Il terremoto del 1783 la distrusse quasi completamente.

Venne ricostruita grazie all’interessamento del Vescovo Scoppa che fece intervenire la Cassa Sacra che ne finanziò la completa ricostruzione. La facciata della chiesa è in granito grezzo serrata tra due bassi campanili e fu realizzata da maestranze locali e Serresi.

Internamente la Chiesa si presenta a tre navate, l’altare maggiore tutto in marmo è in stile Barocco, fu realizzato a Napoli a spese dei fedeli. Sovrasta l’altare la bellissima cripta in marmo in cui è riposta la statua del Santo Protettore di Fabrizia, Sant’ Antonio di Padova. La statua interamente in legno di noce, si presume sia opera di artisti Lucchesi del 700..

Chiesa del Rosario
Antistante la chiesa Matrice si trova la piccola Chiesa del Rosario che fu fatta costruire nel 1742 da principe di Roccella Gennaro Carafa in origine come cappella privata a simbolo del patronato feudale della famiglia sul territorio. La statua della Madonna del Rosario posta al suo interno è attribuita a scultori di Scuola Bolognese del 700.

La chiesa è affidata alla confraternita del Rosario costituita con Rescritto il 21 giugno 1776 e riconosciuta con decreto di Ferdinando IV il 4 giugno del 1779.

Chiesa del Carmine
La Chiesa del Carmine posta un po’ più lontano dalla parte più antica del paese dove si trovano le altre due Chiese, fu edificata nel 1753; la sua costruzione è dovuta all’opera di anonimi scalpellini serresi. Dopo il terremoto del 1783 che lasciò miracolosamente intatta la Chiesa il Vescovo Scoppa ottenne dalla Cassa Sacra, la conferma di unica parrocchia e successivamente il governo Borbonico di Ferdinando II approvò, con decreto del 7 gennaio 1842, l’istituzione della Confraternita intitolata a Maria SS. Del Carmine e dell’Immacolata.

La statua della Madonna del Carmine posta al suo interno è opera dello scultore Calabrese De Lorenzo da Dinami.

Aree di sosta e aree attrezzate
Numerose sono le aree di sosta o aree attrezzate dislocate all’interno del territorio comunale, in particolare in corrispondenza delle aree naturalistiche di maggior pregio; tra queste va segnalata l’area attrezzata ubicata in località “Passo dell’Abate”, dove oltre a una serie di percorsi e di aree attrezzate appunto per la sosta e il pic-nic, è stato realizzato negli ultimi anni un laghetto che arricchisce la bellezza del luogo e consente a quanti vogliano passare una giornata all’aria aperta di godere di uno spettacolo naturalistico e paesaggistico di rara bellezza.

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