Autore: Fabrizia Bike Mtb

Il Percorso

Un gioiello nel cuore della Calabria, 20 km totalmente su sterrato, con sentieri mozzafiato immersi completamente nel Parco Regionale delle Serre, all’ombra di faggete.

Caratteristiche generali

La conformazione geologica del terreno è tipica delle vallate solcate da fiumare, con ripidi sentieri e valli ricche di materiale alluvionale; molto chiara è l’azione della fiumara che cambia sovente , e in maniera evidente l’intero alveo.

La caratteristica fondamentale, a tutto il percorso, è lo stupendo panorama, compresa la vista del mare; un ulteriore peculiarità è data dal fatto, che nella sua parte finale, il sentiero si interseca con il più noto “Sentiero Italia” che passa proprio nel centro del paese.

Peculiarità del percorso è la presenza di numerose fosse che anticamente venivano utilizzate per la raccoltta e conservazione delle nevi, che venivano poi utilizzate nell’arco dell’intero anno, a scopo farmaceutico e culinario.

Si notano anche alcune vecchie cave minerarie, molto suggestive e presso “Monte Crocco” si può osservare uno dei punti del reticolato I.G.M. in Italia.

Caratteristiche Tecniche

Lunghezza percorso 20 km
Dislivello positivo 700 m
Sterrato  98%
Single track 6 km

Punti di rilevanza storica

La località “Croce dell’Abate” trae il nome dalla presenza di una croce, a memoria di un vecchio abate morto per mano dei briganti che all’epoca agivano nella zona. L’abate era un francescano votato all’aiuto dei contadini e usava un sentiero per raggiungere Fabrizia.

Viewranger
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La Fauna e la Flora

LA FAUNA

Cinghiale
Testa, dorso e lati del corpo ricoperti da aculei bruno scuri; parti inferiori ricoperti da peli; coda appuntita.

Tasso
Corpo goffo; zampe corte; grigio con vistose striature bianconere; muso allungato, artigli delle zampe anteriori particolarmente robuste.

Gufo comune
Grande pressappoco 30 cm; ciuffi auricolari lunghi; piumaggio generalmente bruno con macchie scure longitudinali; occhi rosso fuoco.

Lepre
Dimensioni di circa 60 cm; mantello bruno-giallastro sia in estate che in inverno; coda nera sopra e bianca sotto; orecchie molto lunghe; zampe posteriori molto più lunghe di quelle anteriori.

Volpe
Parti superiori bruno-rosse, le inferiori bianche o bruno scure, orecchie lunghe a punta; a pennacchio con apice bianco.

Riccio
Testa,dorso e lati del corpo ricoperti da aculei bruni-scuri; parti inferiori ricoperti da peli; coda a punta.

Ghiro
Un po’ più piccolo di un ratto comune; parti superiori grigie; nero intorno all’occhio.

Moscardino
Grosso come un topolino domestico; mantello rosso-volpe-gialliccio, di sotto più chiaro; gola e petto bianchi.

Marmotta
Grossa come un gatto; slanciata, giallo-bruna con macchia bianca sulla gola; naso nero; pianta delle zampe molto pelosa.

Trota Fario
Parti superiori bruno-oliva macchiate di scuro.


LA FLORA

Castagno
Il castagno europeo (Castanea sativa Mill., 1768), in Italia più comunemente chiamato castagno, è un albero a foglie caduche appartenente alla famiglia delle Fagaceae. Il frutto (castagna) è utilizzato da tempi antichissimi, come si è detto, per la produzione di farine.

Faggio

Abete bianco

Abete rosso

Duglasia o abete duglia

Pino Mugo

Pino nero

Leccio

Quercia

Ontano

Robinia

Pioppo comune

Agrifoglio

I Prodotti Tipici

Il nostro territorio offre prodotti di elevato pregio anche se di piccole e modeste quantità, che vengono impiegate prevalentemente per soddisfare il patrimonio familiare. Tra questi troviamo gli ortaggi, coltivati seguendo antiche tradizioni di coltivazione, con l’assenza totale di pesticidi e altre sostanze chimiche in genere, quindi a carattere totalmente biologico. Buona parte di questi prodotti vengono consumati freschi mentre altri vengono conservati per la stagione invernale, mettendoli o in salamoia o sott’olio seguendo antiche ricette per la migliore conservazione dei prodotti. L’allevamento dei suini, ancora oggi effettuato con metodi tradizionali, dà una discreta produzione di prelibati insaccati: tipo soppressate, capicolli e pancette. Oltre al miale, vi è anche una discreta presenza di capi bovini e ovini che con la loro buona produzione di latte costituiscono un elemento fondamentale per la produzione pregiati formaggi fatti ancora con metodi del tutto artigianali,dalle stesse mandrie si ha una discreta produzione di carne di notevole qualità in quanto le mandrie vivono allo stato brado,quindi si nutrono solo di erba al pascolo. Ottima e abbondante è la raccolta e la trasformazione di prodotti del sottobosco. Tra i più pregiati troviamo:i funghi porcini, insieme ad altre numerose varietà e le fragoline di bosco. Nei numerosi poderi che circondano il nostro abitato,non manca la presenza di piccole pergole di viti di uva fragola,un vitigno che si è ben adattato alle nostre montagne;con la produzione di questo particolare tipo di uva si ricava un discreto vinello che ben accompagna molti dei piatti degli abitanti del luogo.

Fabrizia

Cenni storici
L’origine di Fabrizia risale al 1591 quando il Principe di Roccella Fabrizio Carafa, prese possesso e diede il suo nome alla località detta “Prunari” abitata da pastori che trasmigravano da Castelvetere (l’attuale Caulonia) per l’abbondanza di pascoli che offrivano le colline.

Il principe Carafa molto colpito dalla bellezza dei luoghi fece costruire una casina di villeggiatura (ancora esistente) denominata “La Cavalera”, attorno a questa casina riunì le capanne dei pastori che prima erano sparse qua e là nelle falde del monte.

Fino al termine del feudalesimo, Fabrizia fu feudo dei Marchesi di Castelvetere e il castello rappresentava il fulcro e il centro di tutte le attività feudali; successivamente fu sottoposto come villaggio a Roccella fino al 1644 quando divenne comune autonomo.

Chiese di Fabrizia

Chiesa Matrice
Di fronte al palazzo della Cavalera c’è la chiesa Matrice o di S. Antonio di Padova dato che al suo interno si trova la statua del Santo che è il Patrono di Fabrizia. Questa chiesa fu fatta costruire da principe Fabrizio Carafa nel 1537 ed era in origine una piccola cappella dedicata al SS. Sacramento.

Il terremoto del 1783 la distrusse quasi completamente.

Venne ricostruita grazie all’interessamento del Vescovo Scoppa che fece intervenire la Cassa Sacra che ne finanziò la completa ricostruzione. La facciata della chiesa è in granito grezzo serrata tra due bassi campanili e fu realizzata da maestranze locali e Serresi.

Internamente la Chiesa si presenta a tre navate, l’altare maggiore tutto in marmo è in stile Barocco, fu realizzato a Napoli a spese dei fedeli. Sovrasta l’altare la bellissima cripta in marmo in cui è riposta la statua del Santo Protettore di Fabrizia, Sant’ Antonio di Padova. La statua interamente in legno di noce, si presume sia opera di artisti Lucchesi del 700..

Chiesa del Rosario
Antistante la chiesa Matrice si trova la piccola Chiesa del Rosario che fu fatta costruire nel 1742 da principe di Roccella Gennaro Carafa in origine come cappella privata a simbolo del patronato feudale della famiglia sul territorio. La statua della Madonna del Rosario posta al suo interno è attribuita a scultori di Scuola Bolognese del 700.

La chiesa è affidata alla confraternita del Rosario costituita con Rescritto il 21 giugno 1776 e riconosciuta con decreto di Ferdinando IV il 4 giugno del 1779.

Chiesa del Carmine
La Chiesa del Carmine posta un po’ più lontano dalla parte più antica del paese dove si trovano le altre due Chiese, fu edificata nel 1753; la sua costruzione è dovuta all’opera di anonimi scalpellini serresi. Dopo il terremoto del 1783 che lasciò miracolosamente intatta la Chiesa il Vescovo Scoppa ottenne dalla Cassa Sacra, la conferma di unica parrocchia e successivamente il governo Borbonico di Ferdinando II approvò, con decreto del 7 gennaio 1842, l’istituzione della Confraternita intitolata a Maria SS. Del Carmine e dell’Immacolata.

La statua della Madonna del Carmine posta al suo interno è opera dello scultore Calabrese De Lorenzo da Dinami.

Aree di sosta e aree attrezzate
Numerose sono le aree di sosta o aree attrezzate dislocate all’interno del territorio comunale, in particolare in corrispondenza delle aree naturalistiche di maggior pregio; tra queste va segnalata l’area attrezzata ubicata in località “Passo dell’Abate”, dove oltre a una serie di percorsi e di aree attrezzate appunto per la sosta e il pic-nic, è stato realizzato negli ultimi anni un laghetto che arricchisce la bellezza del luogo e consente a quanti vogliano passare una giornata all’aria aperta di godere di uno spettacolo naturalistico e paesaggistico di rara bellezza.